giovedì 22 aprile 2010

Itinerario fotografico: Malamocco - Pellestrina - Ca' Roman

È il 18 aprile 2010 e parto con alcuni amici verso Venezia destinazione Lido e litorale di Pellestina. A Venezia si svolge la tradizionale marcia "Su e zo pai Ponti" e la stazione di Bassano alle 7.00 brulica di gente. Arriviamo a Santa Lucia e la stazione ferroviaria è invasa da podisti e da chi, a causa della nube del vulcano islandese Eyjafjallajökull,  è costretto a optare per il treno a causa del blocco dei voli.
Lasciamo la confusione, saliamo sul traghetto che dopo 40 minuti di navigazione ci sbarca al Lido di Venezia. Da qui saliamo sul bus nr 11 direzione Malamocco.
Scendiamo qualche fermata prima e cerchiamo il primo accesso al mare. Non c'è una spiaggia di sabbia dorata ma un muro di alcuni metri seguito da un lastricato che termina con un frangionda composto da enormi massi di pietra. Sono i murazzi eretti per proteggere i paesi dal mare. Lungo i murazzi si ergono delle baracche utilizzate presumibilmente dagli abitanti del luogo per ripararsi dal sole durante l'estate. Le baracche sono arricchite da oggetti pittoreschi come graffiti, sculture in legno, libri e da tutto ciò che di più stano il mare restituisce. Nelle immediate vicinanze i resti di fuochi e grigliate.
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Lasciamo il lungo mare e torniamo verso il centro del paese, entriamo in chiesa e incontriamo il Parroco che molto gentilmente ci racconta in breve la storia di Malamocco e ci illustra le opere d'arte presenti.
Ma è mezzogiorno e La "Trattoria da Scarso" ci aspetta! Entriamo e al bar si consumano i tradizionali cicchetti accompagnati dall'immancabile ombra di bianco.
Ci sediamo fuori perché, al contrario delle previsioni, c'è un sole caldo che illumina il cielo e si respirano i profumi del mare.
Il menu e pieno di prelibatezze e per non sbagliare ordiniamo un antipasto misto dove spiccano le tradizionali "sarde in saor".
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Riprendiamo il bus nr 11 che ci porta fino a Alberoni situato nell'estrema parte sud dell'isola del Lido. Ci imbarchiamo con il bus sul ferry boat che ci fa sbarcare sull'isola di Pellestina. Percorriamo l'isola fino al capolinea sud dove ci imbarchiamo nuovamente su un vaporetto che ci porta fino all'oasi naturalistica di Ca' Roman.

Seguiamo il sentiero che ci porta verso la spiaggia attraverso dune ricoperte di vegetazione e giungiamo alla riva. La spiaggia è disseminata di rifiuti che il mare restituisce all'uomo. Il colpo d'occhio è comunque notevole. Verso sud scorgiamo un enorme cantiere destinato alla costruzione del Mose e che ha comportato la distruzione di circa 3 ettari di oasi nonostante la battaglia portata avanti dalla LIPU per ricercare soluzioni alternative. Ci godiamo quest'angolo di paradiso dove il silenzio è interrotto solo dal rumore delle onde.
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Riprendiamo il vaporetto e torniamo a Pellestina dove ci soffermiamo nella piazza del piccolo paese. L'atmosfera è insolita. I ritmi sono lenti e pacati, sembra di essere nell'isola dell'Egeo dove Salvatores ha ambientato "Mediterraneo". Sono le 17 è il sole inizia il suo lento scende trasformando la laguna in uno specchio dorato.
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 Il tempo sembra essersi fermato invece guardiamo l'orologio ed è ora di riprendere il nr 11 per tornare a Venezia. Lasciamo l'isola portandoci dentro queste piacevoli sensazioni e con la promessa di tornarci presto.




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